Dante "accessibile"

In occasione del 3 dicembre, Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità, Palazzo Ducale invita Valentina Tomirotti, giornalista e presidente dell’associazione Pepitosa in Carrozza, per parlare del tema dell’accessibilità nei musei. L’esito è una breve video intervista dove si commenta la mostra “Dante e la cultura del Trecento a Mantova” con lo sguardo rivolto al tema della disabilità motoria.

La mostra che avete allestito a Palazzo Ducale è stata progettata con una buona attenzione al tema dell’accessibilità – dice Valentina – e sono riuscita ad apprezzarne il senso e i dettagli. Le didascalie sono collocate a una giusta altezza e sono scritte sufficientemente in grande per poterle leggere chiaramente anche da un metro da terra, per chi usa la carrozzina”.

Una recensione positiva, dunque, anche dagli occhi di chi vive il percorso espositivo da una situazione particolare. “Quando visito una mostra, un aspetto molto importante è l’autonomia. Anche quando il personale è gentile e disponibile, preferisco non ricorrere all’accompagnamento, se possibile: quando sono da sola posso scandire i tempi della mia visita come preferisco, soffermarmi su dei dettagli che mi interessano e tralasciare aspetti che catturano meno la mia attenzione. Questo è una parte importante del piacere di vedere una mostra”.

Progettare un’esposizione realmente accessibile è dunque possibile anche in contesti molto problematici per l’abbattimento delle barriere architettoniche, come i palazzi storici altamente stratificati. È sufficiente avere una cultura e una preparazione specifica al riguardo: “È fondamentale considerare l’aspetto dell’accessibilità sin dalle fasi progettuali di una mostra, non alla fine quando tutto è già stato deciso. Ci sono professionalità specifiche che si occupano di questo. Nei musei il tema deve essere oggetto di un tavolo tecnico permanente, che possa intervenire laddove esistono criticità, dando spunti e suggerimenti, in maniera serena e costruttiva. In questo modo, se da una lato si incrementa il grado di complessità della gestione, si aumenta anche il valore e l’importanza di un’attività culturale fondamentale come quella svolta nei musei. Naturalmente, se per cultura intendiamo qualcosa che abbia a che fare con il senso civile e collettivo”.

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