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Servizi educativi

» Scarica il pdf "Percorsi Educativi" 2021/22

Non insegno mai niente ai miei studenti, li metto solo nelle condizioni di imparare

Albert Einstein

Il Palazzo Ducale promuove l’educazione al patrimonio culturale, in particolare verso il pubblico scolastico, tramite percorsi mirati, pensati per studenti di ogni fascia d’età. Gli approfondimenti tematici proposti, insieme alle attività laboratoriali, offrono un punto di vista meno convenzionale sul Palazzo Ducale e sulle sue opere, presentando il museo come un luogo aperto a tutti, dove imparare e divertirsi.

L’offerta didattica comprende sia il Palazzo Ducale che il Museo Archeologico, con percorsi incentrati sugli ambienti e la loro decorazione, le collezioni, le mostre temporanee e le tecniche artistiche.

Nuovi percorsi

LE RIDENTI CARTE DEL TRECENTO

In relazione alla mostra Dante e la cultura del Trecento a Mantova, in programma dal 15 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022, il percorso propone un approfondimento su una particolare tipologia di oggetti molto apprezzata durante il Trecento, quella dei codici miniati. I libri, trascritti a mano e decorati con preziose miniature, erano ricercati e collezionati dai Gonzaga e dalle principali famiglie mantovane. La loro esecuzione richiedeva competenze di vario genere per creare un oggetto unico e di grande valore economico e artistico.

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A CACCIA DI NUVOLE

Andiamo a caccia di nuvole attraverso i luoghi dove hanno vissuto i Gonzaga, signori di Mantova dal 1328 al 1707. Il loro palazzo si affaccia su Piazza Sordello e si sviluppa su un’area di grande estensione che comprende diversi edifici e molteplici spazi aperti come piazze, cortili e giardini. È un palazzo tanto grande da essere paragonato a una città dentro la città di Mantova. In questa ricca dimora è consigliabile passeggiare con il naso all’insù per godere della vista di cieli dipinti solcati da nuvole in movimento.

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ALLA SCOPERTA DEI GIARDINI DEI GONZAGA

Il Palazzo Ducale nasconde al suo interno dei ricchi giardini che costituivano luoghi di svago per la famiglia Gonzaga e per la corte, ma non solo. Ogni giardino è diverso dagli altri, sia per la forma che per la destinazione.
Ad esempio il giardino dei Semplici era il luogo dove venivano coltivate le piante officinali (dette semplici) usate per creare medicamenti. Il giardino Segreto di Isabella d’Este era invece un luogo riparato dove la marchesa poteva dedicarsi alla lettura o alla meditazione. Ciascun giardino è inoltre contraddistinto da piante e fiori diversi..

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A SPASSO NEL TEMPO

I partecipanti sono invitati a rivivere le vicende della famiglia Gonzaga facendo un viaggio nel tempo che li condurrà attraverso il Medioevo e il Rinascimento.
Dipinti, stemmi, imprese e ritratti faranno da guida per ricostruire la storia dei signori di Mantova. Dal Castello di San Giorgio, costruito alla fine del Trecento, si passerà nei ricchi ambienti di Corte Vecchia, decorati dal duca Guglielmo e dal suo successore Vincenzo che lì stabilirono i propri appartamenti.

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DOVE VOLANO LE AQUILE

Nel Palazzo Ducale è facile avvistare l’aquila, animale dei Gonzaga. Questo animale, simbolo di regalità, viene esibito come elemento decorativo nei soffitti, nei dipinti murali, negli stucchi e nei marmi scolpiti.
I giovani esploratori parteciperanno a una spedizione storico-naturalistica per accertare la presenza dei numerosi esemplari di aquila e per classificarli. L’attività laboratoriale vedrà i partecipanti impegnati nella produzione di aerei di carta in forma di volatili, impreziositi da originali decorazioni.

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A TAVOLA CON I GONZAGA

Il cibo e l’arte di presentarlo a tavola sono stati aspetti importanti anche nel passato. Questo percorso porterà a conoscere gli usi della tavola presso i Gonzaga durante il Rinascimento. Il banchetto doveva stupire gli ospiti per l’abbondanza e la ricchezza delle pietanze ma anche per gli stravaganti artifici con cui i piatti erano presentati. Ma la scelta delle diverse pietanze doveva tener conto anche delle disposizioni ecclesiastiche del tempo.

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LE SEPOLTURE RACCONTANO...

Da sempre l’uomo ha riservato una grande attenzione ai rituali di sepoltura, mostrando sia rispetto per i propri cari defunti sia l’idea di una vita oltre la morte, a rendere meno doloroso il distacco. Ogni tempo e ogni cultura ha le proprie pratiche e i propri riti che gli archeologi riconoscono e ricostruiscono. Il defunto è accompagnato da oggetti che gli sono appartenuti in vita e che in qualche modo ci dicono qualcosa di lui.

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I PIÙ BELLI DEL REAME: I GIOIELLI NELL’ANTICHITÀ

Gli ornamenti del corpo e degli abiti hanno sempre accompagnato le comunità umane fin dalle epoche più antiche. Con il passare del tempo sono cambiati i materiali e le fogge ma non il desiderio di abbellirsi e di raccontare qualcosa di sé attraverso i gioielli. Nelle vetrine del museo conchiglie, perle in pietra o pasta di vetro, vaghi di ambra, anelli d’oro, pendagli di bronzo, fibule d’argento ci narrano le storie di chi li ha indossati.

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LE VIE DEI SEPOLCRI: VIAGGIO NELLE NECROPOLI ROMANE

Le sepolture romane, come prescrivevano le leggi, erano collocate fuori dagli abitati. Monumenti, segnacoli, stele si allineavano lungo le strade principali, in modo che il viaggiatore potesse leggere le epigrafi e osservare soprattutto le tombe delle famiglie più in vista, situate in posizione privilegiata. Il percorso mette in evidenza quanti aspetti sociali, economici e culturali raccontano epigrafi e monumenti funerari.

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NELL’ATELIER DEL VASAIO

Fabbricare contenitori in ceramica per tanti usi quotidiani è sempre stata un’esigenza primaria dell’uomo fin dalle epoche più antiche. Prendendo spunto dai grandi dolii esposti nella mostra, proviamo a calarci nei panni di un antico vasaio che, per creare capolavori, aveva a disposizione solo le sue abili mani e realizziamo un vasetto alla maniera preistorica.

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L’A, B, C DEGLI ETRUSCHI

Nell’Italia settentrionale l’uso della scrittura arriva insieme alle genti etrusche nell’età del Ferro. L’Etrusco è un alfabeto scritto con strane lettere spesso incise su oggetti in ceramica o terracotta, come quelle esposte in mostra che ci consentono di scoprire alcune curiosità su una lingua che non è così misteriosa come sembra.

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IL BAMBINO DI VIA RUBENS

L’importante tomba infantile di epoca longobarda rinvenuta in via Rubens si inquadra tra le testimonianze del mantovano, costituite soprattutto da sepolture che forniscono molte informazioni su un popolo venuto da lontano e destinato a cambiare la storia dell’Italia.

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