30/11/20

Una introduzione a Palazzo Ducale

La secolare storia della reggia gonzaghesca è stata condensata in un breve video in lingua inglese, realizzato a cura dello staff di Palazzo Ducale. Abbiamo ritenuto importante realizzare uno strumento rivolto a un pubblico internazionale che consenta, in estrema sintesi e con la dovuta chiarezza, di capire l'importanza di uno dei complessi monumentali più grandi d'Europa. Abbiamo pensato ai numerosi turisti che - fino all'anno scorso - affollavano il nostro museo e cercato un modo per continuare ad avere con loro un filo continuo, un rapporto durevole. Senza dimenticare naturalmente i visitatori italiani e mantovani che animano il palazzo con più assiduità, i quali possono seguire le attività del museo su questo sito e sui relativi social con maggiore facilità.

Vi chiediamo di aiutarci a diffondere il video, condividendolo con tutti vostri amici e conoscenti, nell'augurio di rendere tutti partecipi della straordinaria meraviglia di Palazzo Ducale di Mantova.

Buona visione!

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An introduction to the Ducal Palace in Mantova
Durata: 10 minutes
curatela scientifica: Stefano L'Occaso
voce narrante: Flavia Victoria Hayes
montaggio: Alessandro Sartori 

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26/11/20

CINQUE CORALI MINIATI TORNANO ALLA DIOCESI

Palazzo Ducale di Mantova dà il via a un’importante operazione di restituzione che ha i tratti di un romanzo giallo. La storia inizia nel 1913, quando il celebre Messale di Barbara di Brandeburgo del Duomo di Mantova fu depositato in Palazzo Ducale, a seguito del furto di alcune pagine, poi recuperate e ricongiunte al codice nel 1935. Il Messale è un celebre capolavoro della miniatura del XV secolo: fu iniziato da Belbello da Pavia e concluso da Girolamo da Cremona, a segnare il passaggio dalla Mantova tardogotica alla cultura rinascimentale. Fu lo stesso Andrea Mantegna, infatti, a suggerire il nome di Girolamo per terminare l’opera.

Il Messale fu restituito alla Curia nel 1983. Ciò che non si sapeva era che entro il 1913 era stata tentata la vendita di altri corali appartenenti al Capitolo della Cattedrale, che furono anch’essi depositati l’anno successivo presso Palazzo Ducale. All’epoca, come ora, il monumento serviva anche da deposito in sicurezza di opere d’arte del territorio. Lo scoppio della prima guerra mondiale dovette contribuire all’oblio della vicenda, lasciando i preziosi corali depositati a Palazzo Ducale fino ad oggi. Ritrovati e ricostruita per sommi capi la loro storia, le cinque voluminose opere librarie si apprestano a tornare al loro legittimo proprietario.

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«La vicenda dei cinque Corali – spiega il Direttore di Palazzo Ducale, Stefano L’Occaso – era in larga misura misteriosa: ne conoscevo i tratti salienti da pochi anni, ma ci mancavano alcuni dati essenziali per ricostruirne la storia. I corali sono meravigliosi, portano miniature dei secoli XIV e XV; uno ipotizzo che possa essere stato decorato agli inizi del Trecento da un artista già di cultura giottesca; un altro reca miniature del Trecento avanzato; due furono realizzati per il cardinale Francesco Gonzaga – vi compare il suo stemma – da un miniatore milanese, Erasmo Della Strada. Sarà necessario studiarli con attenzione, sono esattamente come ci sono stati consegnati nel 1914. A fare luce su questo “cold case” ci sta aiutando la Questura con grande rapidità ed efficacia, ma speriamo possa supportarci anche il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. La nostra intenzione è quella di restituire quanto prima possibile questo patrimonio alla Diocesi, in quanto legittima proprietaria, certi che lì i codici saranno ben tutelati e messi a disposizione degli studiosi; è iniziata quindi un’ottima collaborazione con la Curia e sarà molto interessante approfondire la ricerca su questi meravigliosi libri e su alcuni altri ritagli, tecnicamente cuttings, che appartengono allo stesso “lotto” di materiali. Alcuni di questi ritagli andranno a colmare lacune nelle pagine di pergamena dei codici conservati in Archivio Storico Diocesano». Per oltre un secolo i codici sono stati custoditi in Palazzo Ducale, senza che se ne potesse conoscere appieno la storia, ora risarcita.

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«Sono molto contento della collaborazione che si è instaurata tra Palazzo Ducale e Diocesi», comunica il Vescovo Marco Busca. «Mi sento di ringraziare tutte le persone che stanno dedicando energie e tempo in questa missione, particolarmente il Direttore L’Occaso e il Questore dottor Sartori per la professionalità, l’attenzione e la gentilezza che hanno riservato a questo curioso caso giudiziario. Quando sarà possibile effettuare la riconsegna di questi cinque Codici, spero ci sarà modo di poter celebrare l’evento. Questi volumi saranno conservati al sicuro all’interno del nostro Archivio storico diocesano dove potranno essere valorizzati, analizzati con attenzione e resi disponibili agli studiosi e a quanti vorranno ammirarli».

«Quando il Direttore L’Occaso mi ha reso partecipe di questa vicenda, risalente oramai a più di un secolo fa» – ha evidenziato il Questore Paolo Sartori – «ho fatto effettuare accurate ricerche nel nostro Archivio e, grazie alla cortesia ed alla disponibilità del Presidente del Tribunale, dottor Leotta, e della Direttrice dell’Archivio di Stato, dottoressa Tamassia, siamo riusciti a recuperare tutta la documentazione giudiziaria dell’epoca e a ricostruire quanto accaduto. Il furto venne perpetrato all’interno della Cattedrale verosimilmente tra il 1910 ed il 1913, e venne scoperto a seguito del rinvenimento, in Germania, di due dei Corali rubati, i quali vennero in seguito restituiti all’Italia. Indagando sul tentativo di ricettare gli altri Corali presso un antiquario di Reggio Emilia, il Delegato di Pubblica Sicurezza del Commissariato di Mantova, nel febbraio del 1914 sequestrò i Corali oggetto di furto e li consegnò alla Direzione del Palazzo Ducale in custodia giudiziale; quindi, al termine delle indagini, provvide a denunciare all’Autorità Giudiziaria tre persone ritenute responsabili del furto e del tentativo di ricettazione. Nel giugno del 1916, il Tribunale di Mantova condannava i tre imputati e disponeva la restituzione della refurtiva alla Curia, mentre nell’ottobre dello stesso anno la Corte d’Appello di Brescia confermava la condanna. La restituzione dei Corali, però, sino a oggi non venne mai concretamente attuata, probabilmente a causa degli eventi bellici, e solo oggi, con la ricostruzione dell’intera vicenda giudiziaria, questi preziosissimi oggetti storici potranno ritornare nella disponibilità della Diocesi mantovana».

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Si tratta quindi di cinque Codici pergamenacei di grandi dimensioni, adoperati anticamente in Duomo, assieme ad altri libri che si conservano ancora nell’Archivio Storico Diocesano di Mantova. Proprio qui emergono documenti utili a ricostruire le vicende di questi testi miniati, a integrare le scarse fonti presenti in Palazzo Ducale e quindi a indirizzarne la restituzione.
All’epoca del furto, alcune miniature furono tagliate dai codici, mentre non si può escludere che i ritagli siano rintracciabili in altre collezioni o vendite d’asta. La ricerca quindi non finisce qui.

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24/11/20

DONATO UN BERTANI A PALAZZO DUCALE

Satiro che trascina l’asino di Sileno”: è questo il nome del prezioso disegno che un benefattore – che desidera restare anonimo – ha donato alle collezioni di Palazzo Ducale. Il foglio fu realizzato da Giovan Battista Bertani (1510 circa – 1576), prefetto delle fabbriche gonzaghesche, per la decorazione della Sala di Bacco della palazzina della Rustica, il cui programma di affreschi fu definito a partire dagli anni Sessanta del Cinquecento dallo stesso allievo di Giulio Romano.

Il Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso racconta: “Il disegno passa sotto il nome di Giulio Campi (o meglio, “Attributed to Giulio Campi”) a un’asta Sotheby’s, a Londra nel 2000. Nel 2007, a seguito di alcune ricerche e di un attento studio, lo attribuisco a Giovan Battista Bertani e lo identifico come preparatorio per la camera di Bacco nell’appartamento della Rustica, in Palazzo Ducale. Si tratta infatti di un disegno che fa serie con altri fogli ricondotti, assieme al caro amico Renato Berzaghi, proprio al Bertani. Nel volume degli atti del convegno su Giulio Romano tenutosi l’anno scorso in collaborazione con l’Accademia di San Luca di Roma – di prossima pubblicazione – sarà presente un efficace riepilogo delle invenzioni grafiche bertaniane per la Rustica nel contributo della storica dell’arte Luisa Berretti, la quale accoglie l'identificazione del disegno in esame in relazione alla camera di Bacco. A conferma della proposta attributiva, il foglio è stato incluso nella checklist dei disegni di Bertani pubblicata da Berzaghi nel 2011, ma nel successivo passaggio in asta (Londra, Christie’s, 2020), il disegno è stato ancora schedato come “Circle of Giulio Campi”, ignorando la precedente bibliografia. La strana sagoma del foglio permette di collocare idealmente l’esecuzione pittorica che ne discese in uno degli spicchi agli angoli della camera di Bacco: la sagoma leggermente curva del margine sinistro coincide con l’imposta della volta. Gli altri disegni legati agli angoli della medesima stanza hanno infatti identiche forme”.

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Dopo aver operato nella bottega di Giulio Romano, Giovan Battista Bertani divenne prefetto delle fabbriche per i Gonzaga nel 1549 e da allora – fino alla sua morte avvenuta nel 1576 – progettò architetture e decorazioni esattamente come Giulio aveva fatto prima di lui. Ereditandone la carica, Bertani ne raccolse anche il metodo compositivo e creativo, oltre a un forte legame da un punto di vista puramente stilistico e formale. Le decorazioni ideate dall’artista per le camere del piano nobile della Rustica nel Palazzo Ducale di Mantova – fabbrica edificata intorno al 1538-1540 su progetto di Giulio Romano – si possono datare entro gli inizi degli anni Sessanta. La decorazione coinvolse, per tutto il decennio, un’ampia équipe di pittori, stuccatori e artigiani, diretta dal prefetto delle fabbriche ducali.

“Oltre al foglio donato a Palazzo Ducale – prosegue L’Occaso – che come abbiamo visto può essere ricondotto all’angolo sud est dell'ambiente, sono noti in relazione alla sala stessa anche una serie di altri disegni: due del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. 15982F e inv. 15983F); uno al Louvre, Département des Arts graphiques (inv. 6044r); uno a Windsor Castle, Royal Collection Trust (inv. 990307); uno dei Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles (inv. 4060/2833); uno alla Staatliche Graphische Sammlung di Monaco di Baviera (inv. 2518); due in collezione privata, uno dei quali noto anche tramite una copia presso l’Herzog Anton Ulrich-Museum di Braunschweig (inv. Z 2790)”.

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Giovan Battista Bertani (1510 circa – 1576)
Satiro che trascina l’asino di Sileno, 1560-1565 ca.,
penna, inchiostro bruno, inchiostro acquerellato, quadrettatura a pietra nera,
183×146 mm

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20/11/20

La puntata di "Musei" su Palazzo Ducale

Andato in onda lo scorso giovedì 19 Novembre, è disponibile in streaming sul portale di Sky Arte la puntata del programma "Musei" dedicata a Palazzo Ducale di Mantova. Un viaggio di circa mezz'ora raccontato dalla viva voce di Lella Costa tra i percosi della reggia gonzaghesca, impreziosito dagli interventi di Emanuela Daffra, Stefano L'Occaso e Michela Zurla e con un momento musicale a cura di Oficina OCM (si ringraziano i musicisti Gemma Bertagnolli, soprano, e Nicola Lamon, clavicembalo).

Buona visione!

https://video.sky.it/arte/musei/video/culturacontinua-musei-palazzo-ducale-di-mantova-630069

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13/11/20

La Pala di Cima da Conegliano

Il polittico, commissionato nel 1514, proviene dalla chiesa francescana di Sant’Anna di Capodistria ed è costituito da dieci tavole dipinte disposte su tre ordini all’interno di una cornice rinascimentale in legno intagliato e dorato su specchiature blu. Il polittico giunse a Mantova dopo molte vicissitudini, attraverso i frati francescani, i quali trasferirono il polittico da Capodistria nel Veneto e poi a Mantova, durante e in seguito alla seconda guerra mondiale. Dal convento di San Francesco di Mantova, dove era giunto nel 1966, il polittico entrò nel 1972 in Palazzo Ducale – assieme a numerose altre opere che sono state restituite ai francescani nel 2005.

L’intervento di restauro - attualmente in atto - è ad opera della ditta Arkè Restauri ed è finanziato da Banca Intesa Sanpaolo.

Nel registro la centrale si trova la Madonna col Bambino in trono, affiancata dalle tavole a figura intera di Anna e Gioacchino, suoi genitori. Ancor più laterali le raffigurazioni delle due sante legate a Cristo: Maddalena, col vaso di unguento con cui ne unse i piedi, e Caterina d'Alessandria, in virtù del matrimonio mistico, recante la ruota del suo supplizio. Nel registro superiore, a mezza figura, sono collocati a sinistra Francesco e Chiara, a ricordare le devozioni dell'Ordine, mentre a destra il dottore della chiesa Girolamo, a cui allora era intitola la provincia francescana dalmata e Nazario, primo vescovo di Capodistria. Quest'ultimo porta tra le braccia il modello della città. Nella cimasa un Cristo Pantocratore è affiancato dai santi Pietro e Andrea e sormontato nel timpano dalla colomba dello Spirito Santo.

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09/11/20

Anelli intrecciati o incatenati?

Il motivo degli anelli “intrecciati” è talmente noto da essere stato adottato dal nostro Museo come logo, anche se questo ci mostra i quattro anelli “a croce”, ossia ruotati di 45° rispetto alla decorazione da cui è tratta: la zoccolatura della Camera degli Sposi. Nella stanza dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474, il basamento dev’essere stato dipinto per ultimo, poiché si usava procedere, nei cantieri pittorici, dall’alto verso il basso.

zoccolatura

Nell’opera di Mantegna quel motivo ornamentale divenne una sorta di firma: lo ritroviamo in altre sue opere e nella stessa Camera degli Sposi è impiegato anche al centro della volta, nel celebre oculo aperto verso il cielo, dove la transenna marmorea aperta è fatta da anelli di marmo tangenti e “legati”. Parlare di anelli “intrecciati” è in effetti un po’ improprio, perché i dischi non si incastrano l’uno con l’altro, ma sono tangenti e incatenati.

La spalliera marmorea posta dietro la parete della Corte ci mostra il motivo arricchito di crustae, ossia di marmi policromi dipinti che riempiono i dischi. Nello stesso modo è pensata la zoccolatura alla base della stanza: gli spazi sono riempiti da marmi policromi. Gli orbes, ovvero i cerchi in marmo entro gli anelli, imitano in pittura purpureo porfido e il verde serpentino, che manca nella spalliera sulla parete della Corte. L’alternanza dei colori richiama il verde, bianco e rosso dell’araldica gonzaghesca, ma certamente evocano anche lussi di marmi pregiati e quindi il fasto della corte.

zoccolatura Camera Sposi

Questo motivo ad anelli, importato da Mantegna, avrà grande fortuna a Mantova per tutto il Quattrocento e sarà oggetto di riflessione ancora nel Cinquecento. Basti pensare alle volte della basilica palatina di Santa Barbara, dove i dischi incatenati diventano ellittici nella versione manierista elaborata dall’allora prefetto delle fabbriche, Giovan Battista Bertani.
Mantegna a sua volta trasse il motivo dall’opera di uno scultore fiorentino, Donatello, il quale, nei rilievi bronzei dell’altare maggiore nella basilica del Santo a Padova, fece uso di un motivo ad anelli intrecciati o tangenti, ma non incatenati.

Resisterò questa volta al vizio eziologico, cioè alla tentazione di cercare la causa o un padre di ogni problema posto, e non cercherò quindi di ricostruire la genealogia del motivo decorativo, che pure ha una nobile origine.

Oggi che Palazzo Ducale è chiuso e che il distanziamento sociale è una necessità quantomai sentita, sciogliamo idealmente gli anelli della Camera degli Sposi. Speriamo però di potervi presto accogliere nel nostro meraviglioso Palazzo Ducale.

spalliera dietro la Corte

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04/11/20

Musei chiusi

In ottemperanza alle nuove misure di contrasto e contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 previste dal Dpcm 3 novembre 2020 (art. 1, lettera r), comunichiamo che Palazzo Ducale e Museo Archeologico Nazionale rimarranno chiusi da venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre 2020.

Di seguito il pdf con il testo integrale del decreto:
DPCM 3 novembre 2020

Per le richieste di rimborso:
https://shop.vivaticket.com/ita/rimborso

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30/10/20

Stefano L'Occaso firma l'incarico di direttore

"Era l’11 novembre 2019 - scrive la ex-Direttrice ad interim Emanuela Daffra - quando mi è stata affidata la reggenza di Palazzo Ducale. Doveva essere un incarico di pochi mesi e invece si è protratto per quasi un anno. Complesso, inconsueto, durante il quale anche garantire l’ordinario si è rivelato una sfida. Un anno, per me, bello, di sicura crescita professionale e umana. E’ quindi con consapevolezza di quanto lascio che saluto tutti coloro che ho incrociato in questi mesi e spero di non perdere di vista e che passo il timone a Stefano L’Occaso: dal 2 novembre sarà alla guida di un museo con potenzialità ancora da esplorare fino in fondo. Sono certa che sarà un percorso all’insegna della cura intelligente e dei risultati duraturi."

Con queste parole Emanuela Daffra si congeda dalla guida di Palazzo Ducale e lascia la guida del museo al nuovo direttore Stefano L'Occaso. A lei va il nostro più caloroso ringraziamento - non solo da parte del nuovo direttore ma anche da tutto lo staff della reggia - per aver contribuito con professionalità, sensibilità e intelligenza alla gestione di Palazzo Ducale di Mantova.

 Daffra LOccaso

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29/10/20

Aperture straordinarie

Sabato 31 ottobre e sabato 5 dicembre 2020 il Complesso Museale di Palazzo Ducale prolungherà l’orario di apertura serale di 1 ora, dando così la possibilità ai visitatori di fermarsi fino alle ore 20.15, ultimo ingresso alle 19.00.

Inoltre la reggia gonzaghesca sarà eccezionalmente aperta lunedì 7 dicembre 2020 con orario e modalità di visita ordinarie in occasione del ponte dell’8 dicembre. Il giorno di chiusura è spostato a mercoledì 9 dicembre.

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24/10/20

Palazzo Ducale è "kids friendly"

Ogni domenica per tutto il mese di novembre Palazzo Ducale offre un nuovo servizio gratuito: i genitori potranno visitare la reggia affidando i propri bambini al personale del museo che li coinvolgerà in laboratori creativi a tema.

Si parte con il laboratorio "Dove volano le aquile". L’aquila è animale dei Gonzaga e compare molto spesso nelle decorazioni di Palazzo Ducale. L’attività, a cura dei Servizi Educativi di Palazzo Ducale, vedrà i bambini impegnati nella produzione di oggetti ispirati a questi animali.

L’attività è destinata a massimo 10 partecipanti. È obbligatoria la prenotazione tramite telefono (0376 352152 e 0376 352100) o via email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). L’appuntamento è alle ore 15 presso la biglietteria di Palazzo Ducale. Il laboratorio sarà svolto nel rispetto delle misure previste per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica covid-19.

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23/10/20

Una mostra di Umberto Mariani in Rustica

La casa editrice "Il Cigno" di Roma organizza presso la Palazzina della Rustica di Palazzo Ducale (ingresso da Giardino dei Semplici) un'esposizione dell'artista Umberto Mariani intitolata "Omaggio a “La piega. Leibniz e il barocco”, curata da Giovanni Granzotto, con testi in catalogo di Silvia Ronchey e Dimitri Ozerkov. Il titolo della mostra, dal 24 ottobre 2020 al 7 febbraio 2021, appare un dichiarato omaggio al saggio del filosofo francese Gilles Deleuze (1925-1995): un testo del 1990 - “La piega. Leibnitz e il barocco”- che, partendo dalle teorie del filosofo tedesco ed esplorando i più diversi aspetti della cultura barocca, cerca di definire, attraverso la metafora della piega, il costituirsi dell’anima e dell’esperienza moderna.

Proprio la "metafora" della piega è in effetti il nodo centrale dell'arte di Mariani, ripercorsa a cura di Giovanni Granzotto nelle sale dell’Appartamento della Rustica attraverso una quarantina dei suoi più significativi lavori: dalle prime opere Pop per risalire, attraverso “Alfabeto afono”, “Teorema” e “Relitti di scena” degli anni sessanta, settanta e ottanta, ai “Piombi” degli anni 2000, in cui le forme celate diventano il tema dominante della ricerca di Mariani.

Orari di apertura:
dal martedì alla domenica
ore 9.00 - 13.00
Ingresso con biglietto di Palazzo Ducale

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23/10/20

Riapre LaGalleria con Gastone Biggi

"Gastone Biggi. Il tempo della natura, gli spazi della realtà": con questa esposizione dedicata a una figura importante del Novecento riapre LaGalleria Arte Contemporanea di Palazzo Ducale. Gastone Biggi (Roma, 1925 / Tordenaso-Parma, 2014) è tra i fondatori nel 1962 del Gruppo Uno e autore, quarant'anni più tardi, del Manifesto del Realismo Astratto, in cui si rilegge il percorso creativo nel confronto con lo spazio naturale e lo spazio mentale.

Costruita intorno a un gruppo di cinquanta di opere, dai lavori della fine degli anni '50 fino a quelli degli anni 2000, questa ricca antologica induce sul confronto costante dell’opera di Biggi con lo spazio naturale e lo spazio mentale, nella ricerca continua di un dialogo tra realismo e astrazione. Dalle “Cancellate” del 1957 e dai “Racconti” e “Tempi” del triennio 1958-60 - serie che rappresentano le prime anticipazioni di quello che sarà il rapporto dell'artista con la realtà naturale e la dimensione, anche fisica, dello spazio - prende le mosse un percorso espositivo che si dispiega per affrontare il famoso ciclo dei “Continui”, quello che proiettò Biggi sulla scena pittorica italiana degli anni ‘60, proponendo appunto una nuova visione dell’incontro fra spazio mentale e ritmi naturali. Catalogo Il Cigno GG Edizioni - Roma.

Orari di apertura:
dal martedì alla domenica
ore 9.00 - 13.00
Ingresso con biglietto di Palazzo Ducale

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23/10/20

RAFFAELLO trama e ordito

Il programma delle celebrazioni per il V centenario della scomparsa di Raffaello Sanzio vede protagonista anche la città di Mantova, dove esiste una preziosa testimonianza del genio urbinate. Il ciclo degli arazzi con le Storie dei Santi Pietro e Paolo conservato a Palazzo Ducale fu infatti realizzato nelle Fiandre a partire dai cartoni preparatori realizzati dalla bottega di Raffaello: questi enormi fogli dipinti commissionati da papa Leone X, in parte conservati al Victoria & Albert Museum di Londra, servirono a realizzare il celebre ciclo destinato a ornare le pareti della Cappella Sistina in Vaticano. L’edizione mantovana, che segue cronologicamente l’editio princeps romana, è dunque un’opera di straordinario pregio, certamente tra i pezzi più costosi e prestigiosi della portentosa collezione d’arte dei Gonzaga.

L’esposizione “Raffaello trama e ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova” – organizzata dal Complesso Museale di Palazzo Ducale dal 24 ottobre 2020 fino al 7 febbraio 2021 – è un momento fondamentale per promuovere l’interesse internazionale per questi grandi manufatti. E' allestita negli spazi di Corte Vecchia dove sono esposti i preziosi tessuti, nel neoclassico Appartamento degli Arazzi.

“Siamo orgogliosi di far parte del programma di celebrazioni raffaellesche – afferma la Direttrice di Palazzo Ducale Emanuela Daffra – con un’iniziativa speciale legata a un nucleo straordinario e forse non adeguatamente conosciuto dal pubblico della collezione permanente. La mostra “Raffaello trama e ordito” punterà i riflettori su questi straordinari manufatti con una occasione, prima di tutto di cura e poi espositiva, i cui effetti andranno a riverberarsi – con il restauro “aperto” e un nuovo impianto illuminotecnico – sul percorso museale permanente. E mi auguro che tra i risultati non effimeri si possa contare la consapevolezza diffusa circa il valore di questo tipo di opere, spesso sottovalutate in rapporto alla pittura, ma che nel caso specifico ebbero un ruolo fondamentale nella diffusione delle invenzioni figurative di Raffaello.”

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La mostra presenta una serie di documenti legati alla storia del ciclo, dall’acquisto da parte di Ercole Gonzaga fino alle più recenti vicende novecentesche. Tra questi due estremi si collocano la destinazione prima al Duomo cittadino, quindi alla Basilica Palatina di Santa Barbara, l’allestimento tardo-settecentesco, con la ristrutturazione dell’Appartamento Verde a opera dell’architetto neoclassico Paolo Pozzo e infine gli accadimenti tra Otto e Novecento, quando gli arazzi furono trasferiti in Austria e poi riportati in Italia grazie alle attività diplomatiche seguite alla Prima Guerra Mondiale. Nella cosiddetta cappellina sarà messo in evidenza il rapporto tra Raffaello e i Gonzaga: i signori di Mantova, da attenti appassionati d’arte, corteggiarono a lungo l’artista cercando con insistenza di ottenere una sua opera autografa. Il rapporto con l’antico è il fulcro della preziosa lettera – scritta da Baldessar Castiglione e indirizzata da Raffaello a papa Leone X – che sarà esposta in mostra e che è conservata all’Archivio di Stato di Mantova. Questo eccezionale documento permette di riflettere su molteplici tematiche che vanno dall’Antichità, alla genesi del concetto moderno di tutela del patrimonio fino alla pratica del disegno, con l’espressione di un preciso metodo di rappresentazione dell’architettura. La lettera, inoltre, è espressione dell’amicizia e della consonanza intellettuale tra due grandi protagonisti dell’epoca, Raffaello e Baldassarre Castiglione.

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Da luglio 2020 sugli arazzi di Palazzo Ducale è stato avviato un intervento conservativo che permette non solo di recuperare una migliore leggibilità delle opere e di apprezzarne appieno l’altissima qualità ma costituisce un elemento centrale per la mostra. I lavori di restauro, affidati alla ditta di Tiziana Benzi di Piacenza, si pregiano di una collaborazione alla progettazione da parte dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, contributi del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte Raffaello Sanzio (MiBACT), un prezioso supporto di Fondazione Banca Agricola Mantovana e Banca Monte dei Paschi di Siena e la sponsorship tecnica di Mantova Village del network Land of Fashion.

“Il rapporto che lega la Fondazione Banca Agricola Mantovana – dichiara il Direttore Fiorenza Bacciocchini – con il patrimonio architettonico e artistico che compone la Reggia di Palazzo Ducale è un legame stretto che si rinnova nel tempo attraverso il supporto concreto a interventi di restauro ed eventi espositivi. Oggi, nell’anno del cinquecentenario della morte di Raffaello, Fondazione BAM è particolarmente lieta di essere parte attiva nel delicato intervento di manutenzione del raffinato ciclo di arazzi: opera unica che coinvolgerà lo spettatore nella sua narrazione e che, grazie a questo intervento conservativo, sarà portata agli antichi splendori”.

Tra gli esiti permanenti di “Raffaello trama e ordito” dobbiamo contare anche un nuovo apparato di illuminazione per l’Appartamento degli arazzi: grazie alle tecnologie più recenti sarà possibile leggere al meglio le opere e apprezzarne la qualità, garantendone contestualmente una protezione migliore dai danni causati dalla luce. Questo apparato accoglierà anche le informazioni che guideranno i visitatori nella scoperta dei capolavori raffaelleschi.

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"Raffaello trama e ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova"
dal 24 ottobre 2020 al 7 febbraio 2021

Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova
con un contributo MiBACT (Comitato per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio)

e il supporto di Fondazione Banca Agricola Mantovana e Banca Monte dei Paschi di Siena

Sponsor tecnico:
Mantova Village del network Land of Fashion

Ideazione e coordinamento
Emanuela Daffra, Stefano L’Occaso, Michela Zurla

Allestimento
Maria Lucia Masciopinto

Coordinamento tecnico
Fabrizio D’Amato

Comunicazione
Alessandro Sartori
con Ylenia Apollonio

Prestatori
Archivio di Stato di Mantova

Manutenzione arazzi
Tiziana Benzi. Studio restauro conservazione tessili antichi, Piacenza

Direzione lavori interventi di restauro e manutenzione
Daniela Marzia Mazzaglia

Forniture allestimenti e impianti
Sanguanini Mario S.N.C. di Sanguanini Ernesto e Rinaldo
Carpenteria Pedrioli s.r.l.
Servizio elettrico di Gabbioli s.r.l.
Erco illuminazione s.r.l.

Testi
Stefano L’Occaso, Luisa Onesta Tamassia, Michela Zurla

È possibile scaricare il pdf della guida alla mostra:

Si ringrazia tutto il personale del Museo e degli uffici di Palazzo Ducale.
Si ringrazia l’Opificio delle Pietre Dure per il supporto alla progettazione dell’intervento manutentivo sugli arazzi

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22/10/20

RAFFAELLO trama e ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova

Venerdì 23 ottobre dalle ore 19 ingresso gratuito a Palazzo Ducale in occasione dell'apertura della mostra "Raffaello Trama e Ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova". Con il biglietto della reggia, infatti, sarà possibile visitare l'Appartemento degli Arazzi con il nuovo impianto illuminotecnico e l'esposizione dedicata alla storia dei preziosi tessuti realizzati nelle Fiandre su disegno di Raffaello Sanzio.

Il programma delle celebrazioni per il V centenario della scomparsa di Raffaello Sanzio vede protagonista anche la città di Mantova, dove esiste una preziosa testimonianza del genio urbinate. Il ciclo degli arazzi con le Storie dei Santi Pietro e Paolo conservato a Palazzo Ducale fu infatti realizzato nelle Fiandre a partire dai cartoni preparatori realizzati dalla bottega di Raffaello: questi enormi fogli dipinti commissionati da papa Leone X, in parte conservati al Victoria & Albert Museum di Londra, servirono a realizzare il celebre ciclo destinato a ornare le pareti della Cappella Sistina in Vaticano. L’edizione mantovana, che segue cronologicamente l’editio princeps romana, è dunque un’opera di straordinario pregio, certamente tra i pezzi più costosi e prestigiosi della portentosa collezione d’arte dei Gonzaga.

 

 

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19/10/20

Proseguono i lavori sugli arazzi raffaelleschi

In attesa dell'apertura della mostra "Raffaello trama e ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova", proseguono i lavori di manutenzione straordinaria sui preziosi tessuti raffaelleschi. Oggi è stato ricollocato nella sua sede l'arazzo "La chiamata di San Pietro", mentre è stata smontata "La punizione di Anania".

In vista di ospitarvi nella visita a Palazzo Ducale e alla mostra, pubblichiamo di seguito alcune immagini dei lavori:

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16/10/20

Avviso per i visitatori

Avvisiamo i gentili visitatori che dal 19 al 23 ottobre 2020, fino alle ore 19, l'Appartamento degli Arazzi rimarrà chiuso per l'allestimento della mostra "Raffaello Trama e Ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova".
Il percorso museale prevederà pertanto l'apertura dell'Appartamento dell'Imperatrice con le stanze neoclassiche adiacenti, con uscita come in precedenza sullo scalone delle duchesse.
Il venerdì 23 ottobre dopo le ore 19 invece, l'ingresso al museo sarà gratuito e si potrà vedere in anteprima la mostra dedicata agli arazzi raffaelleschi.
 
Baldacchino Imperatrice AS 01 low
 
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