Giuseppe Bottani a Palazzo Ducale

Un nuovo spazio espositivo dedicato al celebre pittore neoclassico nell’Appartamento dell’Imperatrice
Dal 10 febbraio 2026

A conclusione del restauro delle tappezzerie del salottino Giallo o di Ercole nell’Appartamento dell’Imperatrice in Corte Vecchia (intervento effettuato da Ilaria Mensi), Palazzo Ducale di Mantova presenta un riallestimento degli spazi con un nuovo progetto espositivo dedicato all’artista neoclassico Giuseppe Bottani (Cremona, 1717- Mantova, 1784).

Troverà infatti qui collocazione l’opera, recentemente acquistata grazie al contributo della Direzione Generale Musei di Roma, raffigurante la Morte di Didone (1770-1775 ca.), che sarà affiancata da altri due importanti dipinti del medesimo autore giunti in museo grazie a due comodati gratuiti gentilmente concessi: si tratta dell’Allegoria delle arti e dei commerci risollevati da Maria Teresa (1771), della Fondazione Banca Agricola Mantovana, e della Nascita di Venere (1770), di proprietà della Banca Monte dei Paschi di Siena. L’allestimento, che comprende anche quattro dipinti di proprietà dell’Accademia Virgiliana in deposito a Palazzo Ducale – i ritratti di Maria Teresa d’Austria e di tre alti funzionari dell’amministrazione asburgica – sarà temporaneamente integrato da un Autoritratto di Giuseppe Bottani, in prestito dalla Galleria Mossini di Mantova.

Le opere illustrano il talento dell’artista in diversi generi: la pittura di storia, la ritrattistica, la pittura celebrativa e allegorica.

Gli ambienti dell’Appartamento dell’Imperatrice riaprono così al pubblico con uno spazio rinnovato, il cui restauro e riallestimento contribuiscono alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico artistico. L’esposizione rientra nel percorso di visita di Palazzo Ducale, senza alcun sovrapprezzo rispetto al consueto biglietto d’ingresso.

Giuseppe Bottani nacque a Cremona, ma la sua formazione avvenne dapprima a Firenze, presso Antonio Puglieschi e Vincenzo Meucci, e quindi a Roma, dove si trasferì nel 1735 per studiare con Agostino Masucci. Nel 1758 fu ammesso all’Accademia di San Luca e in quegli anni inviò pitture in molte città d’Italia e anche all’estero, ottenendo un crescente successo che gli valse le nomine ad accademico dell’Accademia del Disegno di Firenze (1762) e dell’Accademia Clementina di Bologna (1763), la direzione dell’Accademia del Nudo in Campidoglio (1764) e altri onori; il 29 maggio 1769 divenne direttore della Scuola di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Mantova. Qui trasferitosi, vi operò per tre lustri, morendovi il 24 dicembre 1784.

Bottani prese il posto di Giuseppe Bazzani, nel quale si volle identificare la causa del mancato rinnovamento dell’Accademia cittadina; l’avvicendarsi dei due artisti marca una fondamentale svolta culturale.

“Grazie a Bottani – ricorda Stefano L’Occaso – giunse a Mantova una pittura che non derivava più da un’ispirazione soprannaturale, non era più anelito, contemplazione, meditazione o esaltazione di verità rivelate, ma una disciplina con una precisa funzione didattica, in linea con le tendenze dell’Illuminismo.”

Bottani aprì le porte al Neoclassicismo e alla creazione di una nuova scuola artistica mantovana, che avrebbe per alcuni decenni operato a braccetto con la locale Accademia, e seppe incarnare gli ideali e la committenza del governo asburgico e dei suoi più alti dignitari, in quella che usiamo chiamare l’età delle Riforme.

Il progetto scientifico è a cura del direttore Stefano L’Occaso, con la collaborazione delle funzionarie storiche dell’arte Giulia Marocchi e Silvia Merigo, mentre il riallestimento è stato curato da Verena Frignani, funzionario architetto. Il restauro delle tappezzerie è stato diretto da Daniela Marzia Mazzaglia, funzionario restauratore.

Scarica qui il flyer con tutte le informazioni storico artistiche

 

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