Il Castello di San Giorgio

Da piazza Castello si accede, attraverso l'esedra, al poderoso maniero eretto alla fine del XIV secolo dal capitano Francesco I e successivamente trasformato da Ludovico II in abitazione marchionale. Il fortilizio, circondato sui quattro lati da un fossato, è tra i più rappresentativi esempi di architettura militare tardo medievale del territorio e uno dei monumenti più iconici della città. Salita la scala elicoidale detta "dei Cavalli", si arriva nei pressi della Camera degli Sposi, lo straordinario capolavoro affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474, sintesi dei principi della Rinascimento. Il percorso prosegue nelle tre stanze dei Soli e, nelle giornate di bel tempo, lungo il ballatoio del cortile. Il livello soprastante il piano nobile, già abitazione della famiglia Gonzaga, fu adibito a carcere durante la dominazione austriaca e divenne, in uno degli episodi più drammatici della storia risorgimentale, l'ultima prigione dei Martiri di Belfiore.

Le eccellenze

La celeberrima Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474.

La collezione Romano Freddi

La collezione Freddi, nota a livello internazionale, conta un centinaio di pezzi dei quali 85 concessi in comodato d'uso al Palazzo Ducale di Mantova. Si tratta di un patrimonio che in gran parte concerne l'eredità delle collezioni gonzaghesche: dipinti, bronzetti, maioliche, armi, arredi e manufatti che raccontano la poliedrica cultura della corte mantovana, magnificente anche negli aspetti più quotidiani della vita di corte. Sono beni recuperati con grande caparbietà, durante tutta la sua esistenza, dal mecenate mantovano Romano Freddi, omogenei e pertinenti alle stanze del Castello che contribuiscono ad arricchire.

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